Quinta ed ultima Parte - Costa Azzurra: Cannes
Ville Belle époque e grandi alberghi. Palme, giardini, spiagge private. E ancora, ristoranti, discoteche, club e casinò: sul boulevard de la Croisette scorrono le immagini più note di Cannes, legate alla sua fama di città eccentrica, lussuosa e mondana. All’inizio del lungomare, il Palais des Festivals e de Congrès, chiamato dagli abitanti bunker e sede del Festival di Cinema, è un imponente blocco di cemento e vetro, che si è cercato di mascherare dietro uno schermo di vegetazione. A fianco, sull’esplanade Georges Pompidou, l’allée des Étoile du Cinéma conta un centinaio di lastre di marmo con le impronte delle mani dei divi più famosi. E sempre sulla Croisette, s’individua l’elegante mole bianco panna del Carlton Hotel, storico albergo da sempre legato al rituale del festival, che nelle sue 338 tra camere e suite ha accolto innumerevoli attori e registi, fra cui Grace Kelly, che proprio qui ha incontrato per la prima volta il principe Ranieri.
Affollato tutto l’anno di yacht e barche magnifiche, il Vieux Port, alle spalle del Palais des Festival, offre un’incantevole vista sul Suquet, la città vecchia raggomitolata sull’omonima collina. Per arrivarci, bisogna prendere la vivace rue Meynadier, ma prima è d’obbligo un giro di shopping nella vicina Rue d’Antibes, la grande via commerciale di Cannes, e al Marché Forville, rinomato per il pesce freschissimo, ma anche per le bancarelle di frutta e verdura, una vera festa di profumi e colori. Labirinto di vicoli e piazzette, il Suquet è un quartiere pittoresco, da godere gironzolando a caso e senza fretta, per apprezzare i dettagli delle case, con le persiane verdi o azzurre e le vecchie targhe. Contornata da un’antica cinta di mura, place de la Castre è dominata dalla chiesa di Notre-Dame d’Espérance, costruita nel XVII secolo in stile gotico provenzale.
Il passaggio sotto alla torre campanaria conduce a un ombreggiato belvedere con vista sul porto e il lungomare. Allestito nell’antico castello degli abati Lérins, il Musée de la Castre racchiude importanti collezioni archeologiche ed etnografiche, opere di pittura di artisti locali e provenzali, soprattutto dell’Ottocento, e un’interessante raccolta di strumenti musicali provenienti da Asia, Africa e Oceania. Nella città vecchia si resta anche a cena: è all’ora del tramonto, infatti, che il Suquet si anima, con l’arrivo dei primi avventori che popolano i tavolini dei ristoranti allineati nei vicoli. Un locale simpatico e poco noto ai turisti è Aux Bon Enfants, in rue Meynadier. Solo gli habitué passano di qui per tempo per prenotare un tavolo, mentre in cucina si preparano le verdure acquistate nel vicino mercato di Forville. Semplici e genuini, i piatti sono ancora quelli di una volta: terrina di formaggio di capra al sugo di pomodoro, frittelle di sardine, peperoni in salsa di acciughe.
